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IL PROGETTO ACUSTICO

Propagazione del suono

Il suono, quando incontra un ostacolo, in parte è riflesso, in parte è trasformato per attrito in calore, in parte è trasmesso nell’ostacolo per riemergere dalla parte opposta; per riportare il rumore di fondo entro limiti accettabili di trasmissione o di riflessione sonora, è necessario utilizzare materiali che fungano da correttivi acustici.Negli uffici a stanze il problema prevalente è la trasmissione del rumore da un ambiente all'altro, problema che può essere risolto attraverso l’uso di materiali fonoisolanti; negli uffici a spazi aperti, invece il problema  più importante è rappresentato dal rumore riflesso dalle pareti (25%), dal soffitto (circa 50%), dai pavimenti (12,5%), e dagli arredi (12,5%), per riportare l’ambiente a una condizione di comfort acustico soddisfacente è necessario utilizzare materiali fonoassorbenti.Il fenomeno della riflessione del rumore può essere infatti attenuato mediante l’uso di rivestimenti fonoassorbenti, cioè materiali porosi o fibrosi, capaci di dissipare parte dell’energia sonora nei loro       interstizi; materiali porosi come gli espansi a celle aperte (per esempio poliuretano) o fibrosi (tessuti pesanti, feltri, ecc…) sono dotati di coefficiente di assorbimento il cui livello è medio-alto. Al contrario, materiali duri e compatti (marmi, vetro, cemento, ecc…) hanno un coefficiente bassissimo di assorbimento. Il fenomeno della trasmissione, invece può essere ridotto mediante l’uso di materiali densi, compatti, e di elevato peso specifico – in genere molto riflettenti – oppure mediante sandwich di materiali eterogenei capaci di sfruttare sia il contrasto di risonanza, sia il potere di assorbimento e di riflettenza dei vari componenti architettonici. 

Pavimentazioni e fonoassorbenza

Anche se validi dal punto di vista dell’immagine, marmi e piastrelle sono da evitare negli ambienti di lavoro perché hanno un basso coefficiente di assorbimento e propagano il rumore di calpestio; i materiali resilienti (gomme, linoleum, ecc…) pur avendo un coefficiente di assorbimento acustico abbastanza basso, contribuiscono notevolmente a smorzare il rumore di calpestio e realizzano condizioni acustiche accettabili in uffici di piccole dimensioni.Pavimentazioni più adatte ai fini dell’assorbimento dei rumori sono le moquettes agugliate o bouclè che assorbono, non solo i rumori di calpestio, ma anche parte del rumore ambientale.E’ bene però non ignorare che questo tipo di materiali può diventare controproducente ai fini della qualità dell’aria e richiede maggiore attenzione nella gestione e nella pulizia. 

Controsoffitti

Negli uffici a stanze, le dimensioni contenute degli ambienti e il rumore limitato che si produce, consentono l’uso di controsoffittature piane.Gli intonaci fonoassorbenti o, meglio ancora, i pannelli in fibre minerali compresse e le doghe in alluminio microforate, abbinate a un materassino    fonoassorbente, sono dotate di un ottimo coefficiente di assorbimento acustico.L’elevata esigenza di privacy acustica (l’esigenza di non essere ascoltato e la necessità di non essere sovrastato dal rumore di fondo) richiede anche l’adozione di strutture assorbenti tridimensionali, tipo cassettonati o grigliati, tali da aumentare due o tre volte la superficie assorbente. 

Sound masking

Il sistema di mascheramento del suono (sound masking) consiste nell’utilizzo di un suono di sottofondo basso e costante a larga banda (circa 48db) che copre i rumori indesiderati.     Generalmente questi sistemi consistono in un generatore di segnale, un equalizzatore, un amplificatore e degli altoparlanti. Sono disponibili anche unità automatiche di controllo del livello. Gli altoparlanti sono solitamente montati su sospensioni puntate verso l’alto, i cui centri distano da un minimo di 3,60m a un massimo di 4,80m.Il sistema di mascheramento del suono è un elemento fondamentale per il comfort acustico perché assicura una copertura del rumore di fondo ed è pertanto consigliabile anche in presenza di controsoffitti e di arredamento adeguati. 

Pareti divisorie mobili

Negli uffici a stanze, una parete divisoria che ha un abbattimento sonoro tra due ambienti contigui di 20/30 dB, risulta adatta solo a dividere lo spazio; per conseguire un livello di riservatezza e di privacy appena discreta la parete divisoria deve assicurare un abbattimento sonoro di almeno 35 dB. Per contribuire ad abbattere il rumore riflesso, e quindi il livello di rumore di fondo, negli open space è consigliabile rivestire le pareti divisorie con materiali fonoassorbenti (feltri o tessuti pesanti).Inoltre è importante non sottovalutare il problema della trasmissione del suono al di sopra dei controsoffitti che può essere risolto con opportuni setti acustici. 

Acustica e arredi

Se negli uffici a stanze l’arredo contribuisce solo marginalmente alla definizione del comfort acustico, negli open space il ruolo degli arredi è molto più importante.Per questa ragione negli ultimi venti anni l’arredo si è trasformato in un vero e proprio sistema per architettura di interni, dove i divisori, integrati alle superfici di lavoro e agli elementi di archiviazione, separano e articolano gli spazi.Negli open space la fonte sonora può essere schermata da divisori fonoassorbenti che creano una specie di ombra sonora, di ampiezza limitata in rapporto alla loro altezza (solitamente tra 110 e 180 cm) il cui abbattimento varia tra 5 e 10 dB.Anche se di altezza limitata, lo schermo avrà comunque un’incidenza sul comfort ambientale generale poiché, avendo funzione di assorbimento acustico nelle immediate vicinanze della fonte sonora (per esempio voce umana o squillo del telefono), ridurrà di conseguenza la propagazione dell’onda sonora.

 

 

 
 
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